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Musica arbëreshe in Calabria |
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Evento importante per la Comunità Arbereshe. Dopo la presentazione all’Unical, verrà presentato a Lungro Martedì 8 Agosto alle ore diciotto, nei saloni della Parrocchia del SS. Salvatore, il libro prodotto dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal titolo
Musica Arbereshe in Calabria: le registrazioni di Diego Carpitella ed Ernesto de Martino (1954)
Il libro, edito da Squilibri-Roma, con due cd allegati, contiene i brani registrati nelle comunità arbereshe nel 1954 da due studiosi del calibro appunto di Carpitella e de Martino con l’ausilio dei tecnici RAI. E’ una delle poche volte, per non dire forse l’unica, che ,valorizzati, si restituiscono alle comunità arbereshe pezzi di storia “presi in prestito” spesso perduti o distrutti.
E per questo scopo l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha affidato questo delicato lavoro a Roberta Tucci e Antonello Ricci, due studiosi che oltre a essere stati allievi di Diego Carpitella, con la comunità arbereshe hanno forti legami dovuti a tanti anni di studi e ricerche sul campo. Il disco contiene registrazioni di brani musicali di otto paesi della provincia di Cosenza e di Crotone; arie di lavoro, canti d’amore e lamenti funebri eseguiti con strumenti tradizionali e spesso anche senza alcun accompagnamento e a dominare su tutti i brani sono proprio le voci. Nel libro gli autori, con il prezioso ausilio del dipartimento di Albanologia dell’Unical, oltre a tradurre e raccontare i brani e gli esecutori, ne hanno anche trascritto qualcuno in partitura musicale e il tutto completato con delle immagini fotografiche riprese nel ‘54 durante le giornate di registrazione, che per le comunità fu un evento indimenticabile. Il referente per i paesi arbershe fu l’allora giovane Lungrese Tommaso Marotta (ora illustre avvocato) che accompagnò la troupe per tutto il periodo delle registrazioni. Alla presentazione, oltre agli autori Roberta Tucci e Antonello Ricci, prenderanno parte Alfredo Frega, giornalista, che modererà i lavori, Giovanni Belluscio dell’Unical che ha tradotto i testi e Anna Stratigò, appassionata interprete della canzone arbereshe, che ha collaborato all’opera. Preziosa sarà la presenza di due cantori e suonatori presenti nelle registrazioni del 54 che a distanza di tanti anni, ancora cantano e suonano in arbereshe con la stessa passione di allora. Grazie al lavoro di Tucci e Ricci, oggi si ha la possibilità di ascoltare queste registrazioni che sono le prime in assoluto del patrimonio canoro e musicale degli Arbëreshë di Calabria. Uno strumento indispensabile per studenti, studiosi e amanti della musica popolare italiana.
Grazie ad Anna Stratigò per la segnalazione. |