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Un fantasma al largo di Scalea |
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centro nave, nei pressi dell'albero, invece potete scorgere, causa il
collasso delle sovrastrutture, le cabine dell'equipaggio scendendo un
pò nelle stive. Fate attenzione alla profondità ed a tutto
il resto. La cima è ancorata alla coffa, a circa 38 metri di profondità;
di li, seguendo l'albero, si scende sul ponte a circa 54/55 metri per
poi seguire la fiancata sinistra della nave verso prua e l'immersione
termina al dodicesimo minuto alla base dell'albero. Ci solo 12 minuti,
quindi sfruttatiamoli bene. Il profilo della maggior parte dei vostri
computer darà 12/15 minuti di deco ma ne faremo 25 per aumentare
la sicurezza". Apprezzo molto questa ultima considerazione e capisco
che è necessario per la sicurezza sua e di Gianluca che scendono
più volte la giorno; così accetto di buon grado l'idea che
la deco durerà il doppio dell'immersione. Ad un tratto un banco
di acciughe fugge saltando sull'acqua vicino ai gommoni; è probabile
che sfuggissero all'attacco di tonnetti o ricciole.L'entusiamo, che già
era alto, ora è alle stelle.
 Così mando in acqua il gruppo
assicurato alla mia cimetta e mi rovescio in acqua. C'è una corrente
superficiale molto fastidiosa.....del resto siamo in mezzo al mare. Libero
il gruppo da moschettone e lo indosso rapidamente ultimando le regolazioni
con le pinne incrociate sulla cima che unisce i due gommoni per non scivolare
via.Raggiungo Gianluca sulla cima di prua; il nostro gruppo, più
ristretto, scenderà per primo. Poi il gruppo di Giorgio. Un cenno
di ok, poi "erogatori in bocca" e giù mantenendoci con
le dita ad anello sulla cima che sprofonda nell'acqua cobalto. A circa
25/27 metri scorgo la coffa, piegata su di un lato, come sapevo. Un primo
randevouz, un secondo ok a gruppo riunito e si scende ancora in basso.
La corrente è scomparsa , l'acqua è cristallina. La nave
è davvero impressionante, sembra che navighi ancora. Scorgo un
fumaiolo...dentro nulla, poi gli argani; sul fondo decine di ricci matita
e melone. Una aragosta fa capolino da una fenditura. Mi sento molto a
mio agio, forse è anche un pò la profondità; così
provo a calarmi in un enorme stiva. E' buio pesto, non si vede nulla,lamiere
contorte e fango lungo le paratie. Ora non sono più così
a mio agio,così esco. Il tempo scorre rapidissimo e così
al termine del dodicesimo minuto, come concordato siamo tutti alla base
dell'albero. Iniziamo l'ascesa, la corrente ora si fa sentire anche più
in profondità. Prima che la nave scompaia alla nostra vista mi
volgo istintivamente un ultima volta ad osservarla. La deco è piacevole;
l'acqua calda e la compagnia me la fanno sembrare meno lunga di altre
volte. Con la lavagnetta scambio le prime impressioni con gli altri, anche
per ingannare il tempo. In basso, c'è il secondo gruppo in fase
di deco. Terminata l'ultima, lunga sosta sono il primo a salire sul gommone
grande; gli altri sono ancora tutti sotto. Così sistemo con comodo
il gruppo nella rastelliera, l'illuminatore nella sua custodia, svesto
la muta e mi tuffo. Il ritorno è piacevole come l'andata, con mare
calmissimo ed una leggera brezza termica. Sono di nuovo sulla spiaggia
giù a Dino dopo circa 3 ore; vedo Anna che mi aspetta, preoccupata
come sempre e sollevo le braccia per farmi scorgere mentre il gommone
affonda dolcemente nella chiara sabbia di Calabria.
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