Non è facile recuperare informazioni attendibili sulla composizione del peperoncino. Ad ogni modo quella più diffusa contempla:
- sostanze estrattive non azotate 30%,
- sostanze azotate 15%,
- cellulosa 20%,
- olio fisso 12.5%,
- olio essenziale 1,12%,
- ceneri 5%
e, inoltre: capsaicina, capsantina, sostanze aromatiche, lecitina, vitamina C, acido malonico, vitamina PP, vitamina E, vitamina K2, vitamina A, sali di potassio, rame, quercitina, esperidina e, infine, erodietina (un colorante natura carotinoide rosso).
Insomma un cocktail complesso di sostanze che, se non si esagera, sono una miniera di benefici per l'organismo.
Di fondamentale importanza è, ovviamente, la vitamina C. Il peperoncino è il vegetale che ne contiene di più in assoluto: fino a cinque volte di più che negli agrumi. D'altra parte la vitamina C, non essendo accumulata, non presenta problemi di sovradosaggio. La vitamina A è essenziale per "la funzione proteica" cioè l'assimilazione delle proteine. La vitamina E ha una funzione protettiva generale e dei tessuti in particolare. Da non dimenticare infine l'importanza della lecitina, preziosa per l'elasticità delle arterie e l'abbassamento di colesterolo nel sangue. La Capsaicina, invece, è la principale responsabile della "piccantezza" del peperoncino. La capsaicina e i capsaicinoidi sono alcaloidi fortemente stabili, anche dopo cottura o congelamento, e questo spiega la forte persistenza della piccantezza nei peperoncini anche dopo molto tempo e indipendentemente dal sistema di conservazione. E' la Capsaicina, inoltre, a stimolare le mucose dell'apparato digerente aumentando la produzione di succhi gastrici. Fonti: Wikipedia - Riviera dei Cedri - Editur Calabria |