Tortora è, dal punto di vista dei beni culturali,
uno dei centri più ricchi della Riviera dei Cedri.
Nel rione Julitta si trova la chiesa a tre
navate di S. Pietro Apostolo che è stata ristrutturata e ampliata nel
XVI secolo. Interessante è il portale in pietra della chiesa del Purgatorio
e il Chiostro del '400 nei pressi della chiesa di S. Francesco di Assisi.
In ognuna delle chiese sono conservati reperti pittorici e lignei risalenti
a varie epoche.
Negli ultimi anni il "catalogo" dei beni culturati di Tortora
è stato incredibilmente arricchito dai reperti provenienti dalle diverse
campagne di scavi archeologici sul colle del Palécastro, sul terrazzo
del Rosaneto e in altre località. I reperti, molti dei quali risalenti
al paleolitico sono ora conservati nella mostra permanente di Palazzo
Casapesenna dove possono essere agevolmente visitati.
Storia
Il primo nucleo urbano, fondato dai profughi di Blanda, sorse sullo
sperone roccioso dei Julitta. Nel XIII secolo fu feudo dei "de
Grisone"; in seguito appartenne ai Loria, ai Martirano, ai Ravaschieri,
ai Vitale e ai "de Vargas" Machuca di Casapesenna.
Nel 1928 fu aggregata al nuovo comune di Praia a Mare dal quale
riacquistò l'autonomia nel 1937.
Risalgono agli ultimi trent'anni gli insediamenti sulla zona costiera
che hanno dato vita a un rinomato centro turistico e balneare.
Curiosità
La festra patronale è il 13 giugno.
Le tradizioni culinarie rispecchiano essenzialmente quelle della riviera senza segnalazioni particolari a parte i dolci tradizionali preparati nelle case per il Natale e per Pasqua e gli immancabili salumi.
Pregevole è anche il vino locale.