E' opinione comune che Papasidero sia sorta sul luogo dell'antica città di Scydros e che il suo nome derivi da Papas Isidros, monaco igumeno orientale, capo di una comunità religosa locale. Non è da escludere, però, che il nome derivi da un vicino fiume o da una omonima famiglia che possedette il feudo fino alla metà del trecento. Nel 1726 Papasidero venne acquistata dagli Spinelli di Scalea che lo tennero fino al 1806. L'abitato è appollaiato su uno sperone alla sinistra del Fiume Lao, alle pendici del monte Ciagola, a circa 200 metri sul livello del mare.
Da Vedere
Papasidero conserva tracce dell'uomo risalenti al Paleolitico superiore. La grotta del Romito, che si trova qualche chilometro dopo l'abitato proseguendo verso l'autostrada, converva infatti alcuni graffiti di cui uno in ottimo stato di conservazione raffigurante due buoi (di cui uno perfettamente visibile nella foto a lato). Nella stessa grotta è stato trovato uno scheletro trafitto da una freccia di pietra e diversi utensili e costruzioni umane probabilmente utilizzate per la macellazione degli animali.
Graffiti del Romito
Sono facilmente accessibili, nella parte alta dell'abitato, i ruderi del castello medioevale. Nella chiesa parrocchiale di San Costantino sono custoditi un dipinto del 600 raffigurante San Francesco e San Domenico; una pianeta di damasco rosso con ricami in verde e azzurro e un calice d'argento cesellato del XVIII secolo.
Curiosità
Il fiume Lao
Papasidero è immerso in una delle più belle cornici ambientali della Calabria ed è circondato da splendidi boschi di castagni. E' punto di partenza di molti itinerari di trekking e mountain bike. Lungo il Fiume Lao è possibile cimentarsi in spettacolari rafting di diversi livelli di difficoltà. Il Lao è anche navigabile, in molti tratti, con la canoa ma non è un percorso per dilettanti. Il Patrono di Papasidero è S. Rocco e viene festeggiato il 16 agosto mentre il martedì dopo Pentecoste viene festeggiata S. Maria di Costantinopoli.